Ausl RE, trattativa 20/05

Ausl RE, trattativa 20/05

AUSL RE, TRATTATIVA 20/05

PUBBLICATO IL 21/05/2026, CATEGORIA: SANITà, AUTORE: CISL FP EMILIA CENTRALE

CISL FP – FERIE ESTIVE 2026: UNA SITUAZIONE NON PIÙ SOSTENIBILE 

La gestione delle ferie estive nelle strutture sanitarie continua a rappresentare una criticità ormai cronica. La situazione attuale non è più sostenibile e richiede interventi concreti, strutturali e non più rinviabili. 

Con la Direzione ci siamo confrontati sul piano ferie estive 2026, ma per CISL la priorità riguarda le ferie in generale, non solo quelle estive. 

In merito alla gestione del periodo, CISL FP ha avanzato proposte precise: se non si reperisce il personale, le soluzioni sono due: o si riducono i servizi, assumendosene la responsabilità nei confronti della cittadinanza, oppure si retribuiscono adeguatamente i professionisti per i turni extra richiesti dalla Direzione. 

 

ASSUNZIONI E ATTRATTIVITÀ 

Occorre investire nelle assunzioni, individuando anche soluzioni di welfare non esclusivamente economico. Se vogliamo che i dipendenti diventino i primi promotori di questa azienda, è necessario che la Direzione si prenda cura del proprio personale. 

Questo vale non solo per la quota di welfare detassato, che a breve sarà oggetto di discussione, ma anche per le risposte alle domande di assegnazione interna, alla gestione dei part-time, all’ascolto nei momenti di difficoltà e all’introduzione di misure conciliative, come i campi estivi o servizi per l’infanzia con orari compatibili con i turni del personale sanitario. 

 

FERIE 

La conciliazione tra vita e lavoro inizia con la possibilità di disporre liberamente del proprio tempo libero. Troppo spesso si riscontrano colleghi impossibilitati a organizzare le proprie ferie al di fuori del periodo estivo. 

Questa dinamica, oltre a essere in contrasto con quanto previsto dal contratto nazionale che l’azienda è tenuta ad applicare, genera nel tempo disaffezione e spinge verso scelte lavorative alternative. 

Le ferie sono finalizzate al recupero psico-fisico: la loro mancata fruizione, nel lungo periodo, contribuisce ad aumentare i tassi di assenza, che ricadono poi sui colleghi. 

 

NO AL LAVORO SOTTO ORGANICO 

Come CISL non accettiamo le scelte aziendali che prevedono il lavoro sottorganico. Tali decisioni mettono in difficoltà i professionisti — che rispondono del proprio operato in tutte le sedi — e riducono la qualità dell’assistenza ai pazienti. 

Se l’azienda intende perseverare in questa direzione, deve compiere un ulteriore passo: informare in modo trasparente pazienti e familiari. 

Se un reparto opera con un numero di professionisti inferiore a quello previsto, questo deve essere noto. Se non lo farà l’azienda, lo faremo noi come CISL. 

 

LE RICHIESTE DI VALORIZZAZIONE DI CISL 

CISL ha chiesto di aumentare del 50% la quota fissa del rientro aggiuntivo e di estendere tale misura, in modo strutturale, a tutte le professioni sanitarie. 

Per quanto riguarda le attività aggiuntive — per le quali il contratto prevede una quota minima di 50 €/ora — abbiamo richiesto alla Direzione un incremento di tale importo. 

 

LE SOLUZIONI ADOTTATE DALL’AZIENDA 

Dal 1° giugno al 30 settembre l’azienda ha deciso di applicare le seguenti misure: 

  • rientri aggiuntivi con quota fissa maggiorata del 35%; 
  • estensione temporanea a tutte le professioni sanitarie, oltre ai profili già beneficiari dell’accordo; 
  • applicazione delle attività aggiuntive a 50 €/ora. 

La Direzione ha inoltre comunicato oralmente che, in caso di malattia improvvisa, i primi tre giorni potranno essere coperti con rientro aggiuntivo, mentre dal quarto giorno sarà possibile ricorrere all’attività aggiuntiva. 

Si ricorda che entrambi gli istituti sono su base volontaria. 

L’attività aggiuntiva può essere svolta esclusivamente dal personale a tempo pieno, senza riduzioni di orario nel mese, e solo dopo aver assolto il proprio debito orario, considerando il trimestre come periodo di riferimento.