EDUCATORI DOMUS, C’E’ L’ACCORDO
“AUMENTO DEL 43% DEI PASTI PAGATI”
Cisl Fp e Fisascat firmano l’intesa col colosso cooperativo. Partita la
sperimentazione
Cresce il numero dei beneficiari: da 1.050 a 1.500 pasti pagati ogni mese dalla
coop sociale
Modena, 27 febbraio 2026 – “Un buon accordo,
ottenuto con la contrattazione, anche dura, e che spinge una grande realtà
della cooperazione sociale, Domus, a riconoscere la centralità del lavoro:
aumenta del 43% il numero di pasti pagati agli educatori, andando ben oltre la
ristretta platea che era fissata dal contratto integrativo provinciale”.
Sono soddisfatte Cisl Fp Emilia Centrale e Fisascat Cisl Emilia Centrale al
termine del confronto lungo quasi un anno con il colosso modenese, col quale si
è sbloccata la questione, spinosa, dei pasti per gli educatori
socio-assistenziali che affiancano i bimbi e i ragazzi con disabilità.
Il nodo da sciogliere era semplice: nel contratto integrativo provinciale sta
scritto che il pasto deve essere pagato dal datore di lavoro – attenzione al
verbo: “deve” – solo all’educatore, segnalato dal Comune committente, che
assiste durante la pausa pranzo lo studente cui è assegnato. E attenzione: i
Comuni committenti non prevedono mai – ad eccezione di casi molto specifici – che
l’educatore mangi con il bambino per ragioni formative e di supporto.
L’accordo portato a casa dai due sindacati supera questa impasse e lancia una
sperimentazione immediatamente operativa: ottiene un investimento di 24.000
euro da parte di Domus che allarga notevolmente il numero degli educatori che
potranno beneficiare del pasto pagato. Oltre alla platea, fino a ieri molto
ristretta, degli educatori che avevano diritto di default al pasto, ora si
aggiungono i professionisti che lavorano sei ore e che, essendo nella sede scolastica tra le
ore 12:00 e le ore 14:00, avranno il pasto pagato anche se non non ci fosse per
loro la precisa richiesta del Comune committente. Inoltre, Domus pagherà il
pasto agli educatori che hanno una giornata lavorativa superiore alle sei ore
consecutive e che, per legge, devono fermarsi per una pausa pranzo di 30
minuti.
A conti fatti, con
questa serie di novità ogni mese i pasti pagati da Domus passeranno da 1.050 a
1.500, il 43% in più.
“Questo è solo il
primo passo. Infatti, dal prossimo anno scolastico l’investimento di Domus
aumenterà ancora e, con esso, faremo crescere ulteriormente il numero di
educatori che potranno contare sul pasto pagato. Questa vicenda insegna due
cose: la prima è che anche le situazioni difficili si possono ribaltare –
concludono Cisl Fp Emilia Centrale e Fisascat Cisl Emilia
Centrale –. La
seconda è che la cooperazione, anche quando si muove in un contesto di mercato
particolarmente duro, può essere ingaggiata per costruire insieme un
avanzamento nell’interesse di chi lavora. Negare tutto questo, lanciare anatemi
come quelli che abbiamo letto nei giorni scorsi, non rende un buon servizio né
alla verità che occorre garantire agli educatori, né al valore aggiunto
rappresentato dalla cooperazione sociale”.