Il caso mensa esplode al Santa Maria

Il caso mensa esplode al Santa Maria

IL CASO MENSA ESPLODE AL SANTA MARIA

PUBBLICATO IL 07/02/2026, CATEGORIA: SANITà, AUTORE: CISL FP EMILIA CENTRALE

CASO MENSE, “IL FRANCHINI FASE 1 DELLA PRIVATIZZAZIONE”
LA PROTESTA ESPLODE E ARRIVA AL SANTA MARIA”

Il punto di Cisl Fp, Nursind, Fials, Anaoo Assomed, Fassid, Cisl Medici, Aaroi-Emac e Fvm
L’arrivo dei pasti di Montecchio su Reggio farebbe esplodere il servizio da 72.000 pasti/mese
La strategia ora è chiara”. Il Consiglio comunale intanto vota contro i lavoratori

 

Reggio Emilia, 6 febbraio 2026 – “Non è una lite di cortile della Val d’Enza. A Montecchio si gioca una partita importante: non solo il destino di una mensa e di una cucina, ma il futuro di un servizio di welfare che riguarda oltre 7.100 lavoratori in tutta la provincia. Chiudere Montecchio è la fase uno di una privatizzazione generale”.

Non arretrano Cisl Fp, Nursind, Fials, Anaoo Assomed, Fassid, Cisl Medici, Aaroi-Emac e Fvm, presenti ieri sera con i lavoratori nel Municipio di Montecchio, mentre il Consiglio comunale respingeva a maggioranza due mozioni dell’opposizione a tutela della mensa e delle cucine dell’Ospedale Franchini.

La trattativa con Ausl è formalmente ancora aperta per pochi giorni, ma il quadro è ormai chiaro: “Il Franchini non è un caso isolato. L’obiettivo dell’azienda è affidare ai privati, in blocco, la ristorazione per personale e pazienti. Ora si spiegano il rifiuto di fermare le forbici su Montecchio e il no ad una riforma ordinata, insieme ai sindacati, sul sistema mense”, affermano i sindacati.
La protesta si allarga, quindi. Il 12 febbraio è stato richiesto un incontro all’alleanza sindacale dai lavoratori della mensa del Santa Maria Nuova. Dove la situazione è pesante. Spazi e logistica al limite, attrezzature usurate, 25 anni di ristrutturazioni mancate. I 35 operatori del servizio sono costretti a turni massacranti (dalle 6.30 alle 20.30), sette giorni su sette.

UNA "MACCHINA DA GUERRA" SOTTO PRESSIONE
La cucina di Reggio è una bocca da fuoco da 72.000 pasti al mese per pazienti e lavoratori del Santa Maria e di un sistema provinciale che tiene in piedi da sola: ogni giorno, la cucina prepara 1.500 pasti per i pazienti del distretto di Reggio, circa 500 per i dipendenti del Santa Maria, un centinaio per Scandiano e circa 280 per l’area San Lazzaro.

LE RICADUTE DEL FRANCHINI SUL SANTA MARIA
La chiusura del Franchini rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso: “Sul Santa Maria ricadrebbero altri 4.500 pasti al mese, dando per buoni i numeri di Ausl. L’azienda sa che così il sistema esploderebbe, aprendo la strada al privato. È per questo che Ausl ha rifiutato di fermarsi e di discutere una riforma con i sindacati”.

IL SISTEMA MENSE, ECCO LA MAPPA 
Il servizio mensa Ausl serve oltre 7.100 lavoratori in tutta la provincia e oggi è frammentato in sei modelli diversi, con forti disuguaglianze. Per il distretto di Reggio Emilia (4.900 dipendenti, inclusi quelli del Santa Maria) la mensa è interna solo per l’ospedale, ma non per i dipendenti dei servizi territoriali (Salute mentale, Rems, Servizio infermieristico domiciliare, ecc.). Per loro solo locali convenzionati. Correggio, con 416 dipendenti, è il vero “buco nero”: niente mensa interna, pasti dei pazienti appaltati e assenza di un bar da oltre 20 anni. Guastalla ha perso la cucina nel 2024, con esternalizzazione del servizio; ai suoi 656 professionisti restano solo buoni pasto. Castelnovo Monti (330 dipendenti) ha cucina e mensa esterne. Per i pazienti e i 430 dipendenti  di Scandiano i pasti sono prodotti a Reggio, e poi serviti ai lavoratori da personale Ausl nei locali della mensa interna. Infine, c’è il rebus sui 467 lavoratori di Montecchio, fino ad oggi con un servizio 100% interno.

MONTECCHIO E IL CONSIGLIO
“Spiace che, a fronte di tutto questo, il Consiglio comunale di Montecchio abbia scelto di mettere da parte la ricerca di unità per promuovere, invece, le posizioni della dirigenza di Ausl, dannose per i lavoratori. Da Montecchio poteva e può ancora nascere un progetto che farebbe bene a tutta la provincia. Rispettiamo lo stesso la scelta, pur ricordando che il pasto personalizzato al Franchini è super fattibile, scegliendo la strada della riforma. Ausl faccia la scelta giusta”, chiosano i sindacati. 


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Nel frattempo va avanti la petizione per far sentire la tua voce contro la chiusura della cucina e della mensa del Franchini di Montecchio, firma e fai firmare: https://c.org/W6fGrxH6hH