Sospeso il piano sosta ASMN

Sospeso il piano sosta ASMN

SOSPESO IL PIANO SOSTA ASMN

PUBBLICATO IL 20/10/2025, CATEGORIA: SANITà, AUTORE: CISL FP EMILIA CENTRALE

“SOSPESO IL PIANO SOSTA ALL’OSPEDALE”
IL PRIMO DUELLO LO VINCONO I SINDACATI



Cisl Fp Emilia Centrale, Fials, Nursind , Anaao Assomed, Fassid, Aaroi e Cisl Medici ottengono lo stop. Comune e Ausl prendono tempo per una nuova proposta. 

Scontro con la Mobility Manager che offende i lavoratori: “Molti in auto per dormire 10’ in più”

Stop. Il piano sosta nell’area ospedaliera non decollerà dal primo novembre prossimo.
Dopo due ore di confronto serrato, a tratti durissimo, Azienda Usl e Comune di Reggio Emilia hanno accettato di sospendere il piano della discordia, in attesa di una soluzione condivisa con la grande alleanza sindacale formata da Cisl Fp Emilia Centrale, Fials, Nursind, insieme ai sindacati dei medici Anaao Assomed, Fassid, Cisl Medici e al sindacato degli anestesisti e rianimatori Aaroi-Emac.
È questa la breaking news uscita dal vertice di stamane nel quartier generale dell’Ausl, cui hanno preso parte il direttore generale Davide Fornaciari e l’assessora alla Mobilità Carlotta Bonvicini.

200 IN CORTEO
Alle 10 un lungo corteo di circa 200 professionisti della sanità pubblica ha attraversato la via Emilia, accompagnando i dirigenti sindacali e disponendosi nel cortile sottostante la Sala Paolucci, da dove lavoratrici e lavoratori hanno seguito in diretta la trattativa, tra applausi e fischi.
“Siamo qui per salvare vite, ogni giorno. Non vogliamo elemosine o privilegi, chiediamo solo rispetto. E’ un primo passo avanti lo stop al piano sosta fino a quando non ci sarà una soluzione accettabile – hanno scandito i rappresentanti sindacali dell’alleanza –. La nostra non è una battaglia per la sosta gratis a prescindere, ma per il buon senso: nell’area ospedaliera non si può pagare per ricevere un disservizio. In altri ospedali vicini la sosta è gratuita grazie a un pass per il personale. È la strada da seguire nelle prossime trattative, sapendo che il problema vero è la mancanza di posti auto, che colpisce lavoratori e cittadini. Ecco perché questa è la battaglia di un’intera città”.

SPIRAGLI PER IL PARCHEGGIO MULTIPIANO
Tema cruciale: le grandi opere a servizio della sosta. “Da dodici anni Reggio aspetta un parcheggio multipiano, promesso da Comune e Azienda nel 2013. Il prezzo dell’immobilismo è stato il peggioramento dei problemi. Per questo – sottolineano i sindacati – prendiamo molto sul serio l’impegno del Dg Fornaciari a inserire il nuovo parcheggio nella programmazione finanziaria dell’Ausl”.

LA ROTAZIONE, UN PRINCIPIO SBAGLIATO
Comune e Ausl hanno sostenuto che il piano non è concepito per fare cassa, ma per favorire la rotazione: con la sosta a pagamento si incentiverebbe l’uso temporaneo delle righe blu. Una tesi demolita dal fronte sindacale: un medico, un infermiere, una oss o un’anestesista devono poter parcheggiare per tutta la durata del servizio. “Non scherziamo, l’unica rotazione che sarebbe seria è quella nei reparti”, hanno segnalato i sindacati.
A questo punto il tavolo si è fatto incandescente: la Mobility Manager Ausl ha sostenuto che diversi dipendenti vengono in auto “perché preferiscono dormire dieci minuti in più”, aggiungendo che il parcheggio gratuito favorirebbe “chi vuole fare shopping prima o dopo il turno”. La sala è esplosa, chiedendo alla manager di “non offendere i sanitari e i medici”. Lo stesso Fornaciari ha dovuto prendere le distanze dalla sua dipendente.

LA DEMAGOGIA DI CGIL E UIL
Non sono passati inosservati alcuni interventi di sigle Cgil e Uil, che hanno accusato, sui media, la trattativa sulla sosta di aver bloccato altri tavoli economici. La grande alleanza ha bollato questa posizione come “demagogica”, ricordando che il calendario dei tavoli è stato definito dall’Ausl. “Siamo i primi a favorire la contrattazione sugli avanzamenti di carriera, sul salario accessorio, sul welfare e sulle indennità di disagio. Tra noi ci sono le sigle che hanno firmato il nuovo contratto nazionale, presto in vigore. Cgil e Uil invece si sono chiamate fuori da quel contratto. Inutile che cerchino ora di forzare la mano in zona Cesarini. Avremo per i lavoratori più norme, più soldi, più tutele  che contratteremo, eccome, con Ausl”.