Biblioteca Delfini, lavoratori in assemblea. CISL FP:
“Servono risposte, stabilizzazioni e nuove assunzioni”
“La
biblioteca Delfini è nel cuore di tutti i modenesi e funziona ogni giorno
grazie alla passione e alla competenza del suo personale. Per questo chiediamo
al Comune di Modena di aprire un confronto vero per restituire un futuro degno
di questo nome a cinque precari che non meritano di essere accompagnati alla
porta, mentre il fantasma della privatizzazione prende piede”.
È
determinato Mirko Manzini, dirigente della Cisl Fp Emilia Centrale ed Rsu nel
Comune di Modena, dopo il volantinaggio organizzato nelle ultime ore per
informare gli utenti di un fatto inedito: la Sala Chiesa e la Biblioteca dei
Ragazzi oggi si fermeranno per due ore di assemblea sindacale. Oltre 200
volantini distribuiti, curiosità e affetto da parte dei modenesi.
“Era
giusto informare i cittadini di questo stop, era giusto spiegare che ci
fermiamo ora per non fermarci domani. Dopo quattro anni di attesa servono
assunzioni e stabilizzazioni, perché un servizio pubblico senza personale è un
servizio che muore. Chi sceglie ogni giorno la Delfini come luogo di studio ha
capito tutto ed è stato emozionante sentire il suo abbraccio al personale”.
COSA
STA ACCADENDO
Per
quattro anni il piano del fabbisogno del Comune aveva previsto quattro
assunzioni per potenziare la Delfini, dove oggi operano cinque precari assunti
dall’Ente a tempo determinato, con diverse anzianità. Poi, improvvisamente,
quelle assunzioni sono scomparse dal piano comunale. “Il dialogo con
l’assessorato alla Cultura è stato difficile. Le prime richieste di
interlocuzione risalgono a ottobre, abbiamo posto più volte domande senza
ottenere risposte chiare – ricorda il sindacalista –. Quando una cosa chiarissima
c’è già: la legge Madia consente di stabilizzare chi ha servito l’Ente per tre
anni da precario. E una figura è vicinissima a quel traguardo. Ma chiediamo
anche perché il Comune non preveda concorsi dove possa essere messa in campo
l’esperienza maturata nel servizio svolto in biblioteca”.
ARRIVANO
I PRIVATI?
“La
velocità con cui le assunzioni sono sparite dal piano del fabbisogno e la
mancanza di risposte alimentano il sospetto che per la Delfini si stia pensando
a un’esternalizzazione del servizio, alla chiamata di un privato cui affidare
un lavoro per il quale Modena ha già risorse qualificate, formate con soldi
pubblici”, evidenzia Manzini. Un paradosso, per due ragioni. “Nel momento in cui i Comuni faticano a
trovare giovani disposti a scegliere la carriera nel pubblico, non si capisce
perché ai precari della Delfini si debba dire ‘no, grazie’. Parliamo di
professionisti che hanno dimostrato un attaccamento alla maglia enorme. Molti
vivono fuori città e sarebbero pronti a scegliere Modena non solo come luogo di
lavoro, ma anche di vita, portando qui le loro famiglie. Inoltre, affidare a un
privato un servizio come quello della Delfini comporterebbe per le casse
comunali un 30% di costi in più. Non sembra un grande affare”.
A
CHE PUNTO SIAMO
Nei
giorni scorsi è finalmente arrivata al sindacato una lettera dell’assessore
alla Cultura, Andrea Bortolamasi, nella quale si dice che l’Ente sta valutando
la situazione. Il 27 aprile l’assessore ha comunicato la possibilità di
stabilizzare la figura precaria con più anzianità.
“È
un passo avanti, ma non basta. Vogliamo il ripristino delle previsioni
assunzionali per dare copertura a tutti i precari della Delfini. Stiamo
parlando di vite, speranze, lavoratori che possono essere grandi risorse per
Modena. Per questo, nell’assemblea di oggi, il personale della Delfini deciderà
se andare verso lo stato di agitazione o attendere risposte migliori. Ai
cittadini di Modena diciamo, intanto: la nostra battaglia è la vostra,
continuate a farvi sentire”.
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